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IL VERDETTO

I social fanno più male che bene?

Dibattuto il 13 luglio 2026
33%
NO17%
Nessuna opinione50%
NO Nessuna opinione

L'analisi del gufo

La risposta maggioritaria della giornata non è né sì né no: il 50 % dei votanti non ha opinione. Dietro, il 33 % pensa che i social facciano più male che bene e il 17 % sostiene il contrario. È uno dei rari round in cui l'indecisione supera i due schieramenti messi insieme.

Il rifiuto di schierarsi è particolarmente marcato tra gli uomini, che non prendono affatto posizione. Le donne si distribuiscono su tutte e tre le opzioni, in parti esattamente uguali tra sì e no.

L'età spiega parte dello stallo. I 18-24enni, cioè coloro che sono cresciuti con queste piattaforme, sono interamente senza opinione: nessuno di loro sceglie. I 25-34enni si dividono a metà e i 45-54enni oscillano tra il « sì » e l'astensione.

Il dibattito ha prodotto un solo intervento, e viene dal versante minoritario. Rifiuta il processo in blocco: i social possono fare tanto male quanto bene, come ogni cosa, e permettono anche di avvicinare le persone, di avere notizie, di restare informati.

Quella voce, la meglio accolta del thread, dice forse ciò che il voto già esprime: l'indecisione di massa non è ignoranza, ma il rifiuto di un bilancio a somma zero. Chi vive di più con questi strumenti è esattamente chi si rifiuta di giudicarli con una parola.

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