Il verdetto è netto: guardare una partita in streaming illegale non è considerato furto, e questa posizione è quasi unanime.
Gli uomini sono leggermente più divisi delle donne, e la fascia 18-24 anni è l'unica a esprimere un dubbio significativo.
Il registro dominante è giuridico e pratico: lo streaming illegale rientra nella proprietà intellettuale, non nel furto in senso stretto.
L'argomento economico ha peso: la necessità di sottoscrivere più abbonamenti per seguire lo sport è vista come un vincolo che giustifica il ricorso ad alternative, anche se la loro ambiguità etica viene riconosciuta.