Il mondo respinge la tesi, ma di poco: il 44 % ritiene che gli incendi boschivi in Francia non siano legati a interessi economici, il 33 % pensa il contrario e il 22 % non si pronuncia.
Gli uomini si dividono esattamente a metà. Le donne si distribuiscono in parti uguali sulle tre opzioni, il che ne fa il gruppo più indeciso della giornata. Nessun profilo porta dunque apertamente l'accusa.
L'età è l'unica frattura netta, ed è brutale: i 18-24enni sostengono largamente la tesi, mentre i 25-34enni e i 55-64enni la respingono all'unanimità. I 45-54enni oscillano tra rifiuto e assenza di opinione, e gli over 65 non si schierano affatto.
Il dibattito, al contrario del voto, pende interamente dalla parte del sospetto, ma con livelli di prova molto disuguali. Le voci più dirette descrivono terreni diventati edificabili subito dopo un grande incendio, o avanzano moventi classici: incassare un'assicurazione, recuperare un terreno, favorire un progetto immobiliare o agricolo.
L'intervento meglio accolto è anche il più prudente, e viene però dallo schieramento accusatorio. Ricorda che in Francia la stragrande maggioranza degli incendi boschivi è di origine umana, che si tratti di incidenti, imprudenze o atti intenzionali, ma che le autorità non dispongono di alcuna prova di una strategia organizzata a vantaggio di interessi economici, e che ogni affermazione in tal senso va sostenuta da indagini giudiziarie.
Un'altra voce dello stesso schieramento pone lo stesso limite in una frase: alcuni incendi possono avere un movente economico, ma nulla indica che sia la causa principale. Il thread si chiude così su una distinzione che il voto non poteva esprimere: tra « esiste » e « spiega ».